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| SPORTELLO ASCOLTO PER IL DISAGIO DELLE PERSONE. | ||||
| PRESSO
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| tutti i LUNEDI dalle 16,00 alle 19,00 | ||||
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NON SOLO PER ASCOLTARE E DENUNCIARE, |
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MA SOPRATTUTTO PER AFFRANCARE DALLA POVERTA’, SOLITUDINE E DISAGIO. |
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| La
contrattazione sociale è il perno del nuovo welfare, è farsi carico
delle persone più deboli, degli anziani, dei disabili, del disagio di
strada, di coloro che hanno conosciuto il carcere, la droga,
l’alcol, la separazione dei genitori, che hanno subito mobbing,
licenziati, che hanno subito violenze, che vivono la precarietà del
lavoro e più in generale la precarietà della vita. |
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| Sul
territorio esistono altri sportelli ascolto: |
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| Non ci
riduciamo alla pur necessaria denuncia, o all’inchiesta sociale,
operiamo perché dal disagio si possa uscire. |
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Il
luogo di lavoro è quello più privilegiato perché si incontrano
persone che per lungo tempo vivono a contatto di gomito, perché nei
momenti difficili si confidano, oppure perché sono un libro stampato
nelle sofferenze o nei momenti di felicità, di agio. |
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La
complessità della condizione umana ci interessa, perché è dalla
soluzione dei problemi che il sindacato è riconosciuto come soggetto
del cambiamento. |
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Con
precisione cronometrica, la stampa locale pubblica situazioni di
disagio che investono qua e la, cittadini, anziani, persone che vivono
a Voghera. |
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Una
città mediamente benestante eppure con le sue contraddizioni, come
avviene in molte città opulente dell’occidente. |
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Mai,
come in questi ultimi decenni, sono cresciute all’unisono ricchezza
e povertà, allargandosi la forbice tra i due poli; i ricchi sempre più
ricchi, fasce di popolazione che fanno fatica ad arrivare a fine mese. |
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La
stessa”classe media”, a differenza di un tempo, fa più fatica e
anche se continua ad avere redditi più solidi di molti altri
concittadini, guarda al futuro con più preoccupazione. |
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| A Voghera la storia di Rosa e Marisa, il loro ricercare aiuto, dopo lo sfratto arrivato per morosità, in una città sorda, ci ha convinto della necessità di essere un referente anche per il disagio. | ||||
| Prima di loro Marcello, indultato e lasciato solo per mesi, finche, rovistando in un cassonetto, si è beccato altri sette mesi di carcere | ||||
| Poi Laura, una mamma di 41 anni, 400/500 euro al mese facendo punture, con il marito invalido e disoccupato e la figlia appena maggiorenne, che non può frequentare le scuole superiori perché non hanno i soldi per pagare l’iscrizione e tutto il resto. | ||||
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Per
finire, Davide, un giovane lavoratore di una importante azienda della
città, che denuncia una situazione di mobbing. |
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Vite,
tutti italiani, soli. |
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Qualche
mese fa la chiusura del Centro a Bassa soglia il Baraonde, luogo
d’incontro, ascolto e aiuto per tossico/alcol dipendenti; ci si
poteva lavare, ricevere un pasto caldo, vivere nella legalità. |
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Per
non parlare dei nostri anziani, della pensione che molte volte non
consente una vita dignitosa, della non autosufficienza e solitudine. |
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Per
non parlare dei nostri anziani, della pensione che molte volte non
consente una vita dignitosa, della non autosufficienza e solitudine. |
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Eppoi
gli stranieri, molti integrati, altri no, tutti con il pensiero
lontano. |
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Oltre
il luogo di lavoro, c’è la vita, con tutti i suoi risvolti fatta di
agio e disagio, gioie e sofferenze e saper interpretarla è la sfida
di questi ultimi decenni. |
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A
poche centinaia di metri della città di Voghera, il Carcere; un luogo
nascosto perché non si deve vedere, come se non fosse un pezzo delle
vita sociale del territorio. |
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Molti
politici parlano di sicurezza, pensando esclusivamente alle azioni di
contrasto( che ovviamente servono), ma non si avvedono che la migliore
politica per la sicurezza, è quella della prevenzione, della
educazione alla legalità, e quando il carcere chiede al territorio di
farsi carico dell’inserimento al lavoro di alcune detenuti, oppure
di predisporre una abitazione, magari solo per un periodo limitato,
per quelli che hanno scontato la pena, le Istituzioni non rispondono. |
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Quando
un detenuto ha scontato la pena ed “ha pagato il suo debito” con
anni e anni di carcere, non ha diritto ad una prova d’appello, una
opportunità per il reinserimento nella società? |
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Si
ha diritto, eppure in molti casi, nessuno si occupa di loro, se si
esclude il lavoro oscuro dei volontari e delle poche Associazioni del
privato sociale che con impegno cercano di costruire attorno all’ex
detenuto, una rete solidale. |
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La
Cgil
cerca la strada difficile della contrattazione sui diritti delle
“vite di scarto”, per dirla con Bauman, dell’affrancamento delle
situazioni di disagio, per ridisegnare una società tendenzialmente
giusta. |
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Per
questo proponiamo questa sperimentazione sociale: tutti i lunedì, a
partire dal 7 maggio, dalle ore 16,00 alle ore 19,00 sarà aperto lo
sportello ascolto e contrattazione sociale. |
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| Abbiamo bisogno di creare attorno a questa sperimentazione una rete di giovani e meno giovani, studenti, donne, esperti, che ci possono dare una mano a rendere più umana e accogliente la città di Voghera. | ||||
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Abbiamo
bisogno di creare una cultura della solidarietà e dei diritti, che
sono il presupposto della giustizia sociale. |
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