Camera del Lavoro VOGHERA
Via XX SETTEMBRE,63 TEL.0383-46345
SPORTELLO ASCOLTO PER IL DISAGIO DELLE PERSONE.
PRESSO LA CAMERA DEL LAVORO DI VOGHERA,
tutti i LUNEDI dalle 16,00 alle 19,00

NON SOLO PER ASCOLTARE E DENUNCIARE,

MA SOPRATTUTTO PER AFFRANCARE DALLA POVERTA’, SOLITUDINE E DISAGIO.

La contrattazione sociale è il perno del nuovo welfare, è farsi carico delle persone più deboli, degli anziani, dei disabili, del disagio di strada, di coloro che hanno conosciuto il carcere, la droga, l’alcol, la separazione dei genitori, che hanno subito mobbing, licenziati, che hanno subito violenze, che vivono la precarietà del lavoro e più in generale la precarietà della vita.
Sul territorio esistono altri sportelli ascolto: la Caritas , la Casa del Giovane, alcune Parrocchie; fanno un lavoro importante di indagine sociale e di aiuto caritatevole, ma il Sindacato si differenzia perché con le Istituzioni locali, con le imprese, fa contrattazione, organizza le risposte più idonee a cambiare la situazione delle persone.
Non ci riduciamo alla pur necessaria denuncia, o all’inchiesta sociale, operiamo perché dal disagio si possa uscire.
La Cgil è impegnata ad organizzare un corso per la creazione della figura del “delegato sociale”che nei luoghi di lavoro, nelle fabbriche, negli uffici, possa intervenire su tutti i problemi che creano disagio, solitudine, sofferenze.

Il luogo di lavoro è quello più privilegiato perché si incontrano persone che per lungo tempo vivono a contatto di gomito, perché nei momenti difficili si confidano, oppure perché sono un libro stampato nelle sofferenze o nei momenti di felicità, di agio.

La complessità della condizione umana ci interessa, perché è dalla soluzione dei problemi che il sindacato è riconosciuto come soggetto del cambiamento.

Con precisione cronometrica, la stampa locale pubblica situazioni di disagio che investono qua e la, cittadini, anziani, persone che vivono a Voghera.

Una città mediamente benestante eppure con le sue contraddizioni, come avviene in molte città opulente dell’occidente.

Mai, come in questi ultimi decenni, sono cresciute all’unisono ricchezza e povertà, allargandosi la forbice tra i due poli; i ricchi sempre più ricchi, fasce di popolazione che fanno fatica ad arrivare a fine mese.

La stessa”classe media”, a differenza di un tempo, fa più fatica e anche se continua ad avere redditi più solidi di molti altri concittadini, guarda al futuro con più preoccupazione.

A Voghera la storia di Rosa e Marisa, il loro ricercare aiuto, dopo lo sfratto arrivato per morosità, in una città sorda, ci ha convinto della necessità di essere un referente anche per il disagio.
Prima di loro Marcello, indultato e lasciato solo per mesi, finche, rovistando in un cassonetto, si è beccato altri sette mesi di carcere
Poi Laura, una mamma di 41 anni, 400/500 euro al mese facendo punture, con il marito invalido e disoccupato e la figlia appena maggiorenne, che non può frequentare le scuole superiori perché non hanno i soldi per pagare l’iscrizione e tutto il resto.

Per finire, Davide, un giovane lavoratore di una importante azienda della città, che denuncia una situazione di mobbing.

Vite, tutti italiani, soli.

Qualche mese fa la chiusura del Centro a Bassa soglia il Baraonde, luogo d’incontro, ascolto e aiuto per tossico/alcol dipendenti; ci si poteva lavare, ricevere un pasto caldo, vivere nella legalità.

Per non parlare dei nostri anziani, della pensione che molte volte non consente una vita dignitosa, della non autosufficienza e solitudine.

Per non parlare dei nostri anziani, della pensione che molte volte non consente una vita dignitosa, della non autosufficienza e solitudine.

Eppoi gli stranieri, molti integrati, altri no, tutti con il pensiero lontano.

Oltre il luogo di lavoro, c’è la vita, con tutti i suoi risvolti fatta di agio e disagio, gioie e sofferenze e saper interpretarla è la sfida di questi ultimi decenni.

A poche centinaia di metri della città di Voghera, il Carcere; un luogo nascosto perché non si deve vedere, come se non fosse un pezzo delle vita sociale del territorio.

Molti politici parlano di sicurezza, pensando esclusivamente alle azioni di contrasto( che ovviamente servono), ma non si avvedono che la migliore politica per la sicurezza, è quella della prevenzione, della educazione alla legalità, e quando il carcere chiede al territorio di farsi carico dell’inserimento al lavoro di alcune detenuti, oppure di predisporre una abitazione, magari solo per un periodo limitato, per quelli che hanno scontato la pena, le Istituzioni non rispondono.

Quando un detenuto ha scontato la pena ed “ha pagato il suo debito” con anni e anni di carcere, non ha diritto ad una prova d’appello, una opportunità per il reinserimento nella società?

Si ha diritto, eppure in molti casi, nessuno si occupa di loro, se si esclude il lavoro oscuro dei volontari e delle poche Associazioni del privato sociale che con impegno cercano di costruire attorno all’ex detenuto, una rete solidale.

La Cgil cerca la strada difficile della contrattazione sui diritti delle “vite di scarto”, per dirla con Bauman, dell’affrancamento delle situazioni di disagio, per ridisegnare una società tendenzialmente giusta.  

Per questo proponiamo questa sperimentazione sociale: tutti i lunedì, a partire dal 7 maggio, dalle ore 16,00 alle ore 19,00 sarà aperto lo sportello ascolto e contrattazione sociale.

Abbiamo bisogno di creare attorno a questa sperimentazione una rete di giovani e meno giovani, studenti, donne, esperti, che ci possono dare una mano a rendere più umana e accogliente la città di Voghera.

Abbiamo bisogno di creare una cultura della solidarietà e dei diritti, che sono il presupposto della giustizia sociale.

Franco Vanzati - Ufficio Politiche Sociali - Cgil Pavia